Ho una teoria, o meglio una convinzione. E come tutte le teorie e le convinzioni può essere una solenne baggianata. Ma è mia e me la tengo cara. Io sono convinto che le donne finora abbiano deluso. Noi che ci siamo formati politicamente nel 1968 eravamo fortemente convinti che esistesse una via femminile alla pubblica amministrazione. Che quando le donne fossero giunte finalmente ai vertici della politica le cose sarebbero cambiate e ci avrebbero finalmente fatto vedere che esiste una maniera più intelligente, più umana e più efficiente di guidare una città e una nazione. E invece no. Gli uomini non hanno consentito che questo assioma venisse messo alla prova e le donne sono rimaste sotto il “soffitto di cristallo”. Quelle poche che sono riuscite ad attraversarlo non erano donne, erano uomini e si comportavano come uomini con il beneplacito degli uomini e la felicità degli uomini. Gli uomini non erano, non sono, disponibili a sperimentare metodi diversi da quelli con i quali per secoli ha sgovernato il mondo. Matteo Renzi – direte- ha vinto le elezioni europee (41 per cento) grazie ad un gruppo di donne che ha messo a capo delle liste. Vero. Ma in Europa. In un posto dove non gli facevano paura. Ora le cose potrebbero cambiare. Grazie al Movimento 5 stelle a capo delle amministrazioni di Roma e di Torino sono arrivate due donne apparentemente “nuove”, per nulla simili agli uomini, desiderose di mostrare che amministrare in maniera diversa si può e si deve. Chiara, Virginia, vi prego, non ci deludete anche voi!

[csf ::: 09:07] [Commenti]
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Tanti anni fa un giovane scapestrato insieme ad una sua fidanzata altrettanto scapestrata è protagonista di una tremenda avventura. Affitta un catamarano, uccide la proprietaria a colpi di machete e scappa insieme alla ragazza, ad un amico albino e ad un cane pastore tedesco nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere la Polinesia. Viene chiamato “il delitto del catamarano”. La polizia li insegue di porto in porto, fino in Tunisia dove i tre più il cane mollano il catamarano e scappano a cavallo. Finisce con una condanna esemplare, ergastolo. Diciannove anni dopo l’uomo, chiuso nel carcere di Opera, chiede ed ottiene un permesso premio. Il giorno stesso scappa, Lo riacchiappano ad Utrecht un mese dopo. Fin qui tutto normale. E’ giusto, se il carcere come rieducazione ha un senso, che anche i condannati all’ergastolo possano godere di permessi premio se per venti anni si sono comportati bene. Nel 1914, chiuso nel carcere di Porto Azzurro, sull’isola d’Elba, chiede un nuovo permesso premio. Gli viene concesso. E il giorno dopo è già uccel di bosco. Lo catturano due anni dopo, circa un mese fa, a Sintra, in Portogallo, trenta chilometri da Lisbona. Va tutto bene, il carcere non deve essere un’ossessione dei manettari ed io sosterrò per sempre che è meglio un sospetto colpevole libero piuttosto che un sospetto innocente in prigione. Ma ha un senso dare un permesso premio ad un sicuro colpevole che ha già dimostrato che per lui i permessi premi servono solo per evadere?

[csf ::: 09:04] [Commenti]
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Io non riesco a capire perché una delle massime aspirazioni dell’italiano è il no. Sembrerebbe giusta l’aspirazione contraria. Voglio partire, voglio la felicità, voglio l’amore, voglio un bel giocattolo, una macchina nuova, conoscere gente. Invece sento sempre più spesso gente che non vuole. Quando ero ad “Un giorno da pecora” ogni tanto ricevevamo inviti a non far parlare questo o quello, a censurare. Non ascoltavo questi inviti naturalmente. Io sono per i cambiamenti per addizione, non per sottrazione. Il fare ha un grande fascino. Io farei oggi stesso il ponte sullo stretto di Messina. Eppure sento tanta gente che non lo vuole. Perché gli uccelli migratori…perché i terremoti…perché le strade siciliane…perché la mafia… Il ponte sarebbe un grande sogno. I ponti sono comunicazione. Sono rapporti fra la gente. I ponti sono la bellezza di tante città in tutto il mondo. Vi siete mai soffermati sulla bellezza dei ponti dell’Autostrada del Sole? Perché la gente non vuole sognare? Adesso c’è la storia delle Olimpiadi. Un partito politico ha perfino vinto le elezioni facendo del no alle Olimpiadi di Roma uno dei punti fondanti del suo programma politico. Roma affoga sotto i rifiuti e voi volete le Olimpiadi? E togliete quei rifiuti, per la miseria, non fatene la scusa per l’immobilismo! Le Olimpiadi sono una delle manifestazioni più belle che l’uomo abbia mai inventato. Comunicazione, pace, tolleranza, amicizia dei popoli, gioventù. E voi dite no perché non siete in grado di affrontare il problema dei rifiuti?

[csf ::: 09:02] [Commenti]
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La bagarre è finita. Le elezioni un ricordo. Ora si può parlare di Renzi senza essere accusati di posizioni preconcette. E allora via. Ma vi sorprenderò. Dress code, le regole per verstirsi. Daria Bignardi ha dettato la legge. Pochi ma chiari comandamenti. Mai vestirsi da sera se si va in onda la mattina, niente tacchi 12, niente scollature e braccia nude. Sobrietà per raggiungere la credibilità. Vestiti discreti e poco appariscenti. Ma è subito scoppiata la guerra. Chi sarebbe questa Bignardi per arrogarsi il diritto di dettare la norma dell’abbigliamento? Non è questo forse un attentato alla libertà personale? Io mi vesto come voglio! Ebbene no. Daria è la capa di un settore della comunicazione che deve per prima cosa comunicare la sua missione. La credibiltà. Tutto quello che indossa, anche l’ultimo dei suoi bottoni, deve contribuire a convincere i telespettatori che quello che vedono è vero. Credereste a Giovanni Floris se conducesse il suo show vestito da carcerato? Che cosa pensereste di un giornalista che presentasse il Tg con la maglietta del Chievo? Daria ha tutti i diritti per imporre ai lavoratori di Rai 3 un look (scusate, mi è proprio scappata la parola) che possa aiutarla a veicolare l’immagine che ha scelto per la sua rete. Esiste la libertà di vestirsi come si vuole ma se si recita il Macbeth bisogna obbedire al regista e indossare il costume di scena. Il privato cittadino si vesta come vuole. Ma quando si accendono le telecamere deve essere adeguato al suo ruolo. Daria è renziana. Vabbè, mica le sbagliano tutte tutte.

[csf ::: 08:59] [Commenti]
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Esistono i grandi problemi, quasi sempre quelli che interessano molte persone, e i piccoli problemi, molto spesso quelli che interessano poche persone. Io sono frequentemente appassionato dai piccoli problemi che nascondono sovente grandi problemi. Per esempio Giovanna Giugni, combattente politica molto agguerrita a Trento, segnala la singolare abitudine degli organizzatori del Festival dell’Economia di riservare una enorme quantità di posti delle manifestazioni a vip, figli di vip, parenti di vip, amici di vip, lasciando in piedi o addirittura fuori dalle sale molte persone che si sono messe in fila anche ore prima. Piccolo problema, e’ vero, ma c’è molta differenza fra una ingiustizia piccola ed una ingiustizia grande per chi questa ingiustizia la subisce? E se a bordo di un treno esiste una sola toilette, e questa toilette non funziona, come è successo a me ieri, questo problema è piccolissimo per voi ma grandissimo per me, non vi pare? La corsa generale ad infilarsi nella morte di Pannella, forse non è nemmeno un problema, forse è solo un problema di estetica. Ma la corsa, postuma, ad infilarsi nel suo letto, senza che lui possa dire più niente? Ho letto con disgusto il racconto di chi ha ricordato una notte passata sotto le stesse lenzuola e delle mani che cercavano, che toccavano…Che schifo.
PS. Gentile signor Hofer, sono orgoglioso di averle scritto quella lettera augurando agli austriaci la riconquista del buonsenso. Lo so, non sono stato determinante per la sua sconfitta. Ma il mio granellino…

[csf ::: 08:57] [Commenti]
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Essendo una persona abbastanza coerente rimango sempre un po’ scosso quando scopro che la coerenza non è la virtù della quale amano cibarsi i contemporanei. Pochissime sono le persone coerenti tra quelle che riempiono le pagine dei giornali. E lasciamo perdere, per carità di patria, quello che diceva ad Enrico di stare sereno. Ho fatto per anni interviste sui voltagabbana ed ormai avrei dovuto farci il callo. Gente che faceva campagne elettorali contro Berlusconi e poi passava con Berlusconi. Gente che giurava eterna fedeltà al Cavaliere e poi lo tradiva come un Giuda di periferia. Gente che ha preso il voto delle destre che passano a sinistra. Gente che è stata votata per opporsi che entra in maggioranza. Ebbene no, non ci ho fatto il callo. Rimango sempre un po’ turbato, soprattutto per la disinvoltura con la quale questi fenomeni avvengono. Nessuno che mai ammettesse: “Sapete che vi dico? Ho cambiato idea. E sapete perché? Perché mi conviene”. In realtà l’unico che lo disse fu il tanto vituperato Antonio Razzi che disse: “Ho il mutuo da pagare”. Gli altri amano dire, senza scoppiare a ridere, che non sono loro ad avere cambiato posizione rispetto a tutti gli altri ma sono stati tutti gli altri ad avere cambiato posizione rispetto a loro. Però io quando leggo il giornale ci credo sempre alle cose che leggo. Sarà l’ingenuità, ma mi riesce difficile pensare che Vittorio Feltri diventerà renziano, e che Alfio Marchini, rampollo di dinastia comunista, voglia diventare sindaco di Roma con l’aiuto dei fascisti. Comunque tranquilli: non ci riuscirà.

[csf ::: 08:54] [Commenti]
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Fece sognare gli sportivi italiani alle olimpiadi di Pechino nel 2008 vincendo la medaglia d’oro nella marcia 50 km. Fece sognare tutti gli italiani con la sua storia d’amore con la campionessa di pattinaggio artistico Carolina Kostner. Deluse il mondo intero quando si scoprì che aveva fatto uso di sostanze vietate, pochi giorni dall’inizio delle Olimpiadi di Londra, nel 2012, alle quali non poté partecipare. Finì con la squalifica sua e della sua fidanzata che lo aveva “coperto” per amore. Molti pensarono che Alex Schwazer ancor più che disonesto fosse stato un pirla perché avrebbe vinto comunque. Io scrissi che aveva una sola maniera per dimostrarlo. Continuare ad allenarsi e presentarsi di nuovo alle olimpiadi, otto anni dopo il suo trionfo, e vincere ancora. Schwazer lo sta facendo. E andrà alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. C’è da giurare che con tutti i controlli che gli stanno facendo, arriverà sicuramente “pulito”. E vedremo che cosa riuscirà a combinare. In tutta questa storia c’è una nota stonata. Alcuni atleti della nazionale si sono ribellati ed hanno chiesto che fosse escluso dalla squadra. In Italia siamo fatti così: perdoniamo i politici corrotti e continuiamo a mandarli in Parlamento. Ma se uno commette un reato, sconta la pena e si ripresenta in società c’è sempre qualcuno che alza il ditino. Io non ho grande simpatia per quelli che cercano le scorciatoie. Ma mi piacciono moltissimo quelli che ammettono di avere sbagliato, scontano la pena e fanno di tutto per risalire la china. Forza Alex.

[csf ::: 09:05] [Commenti]
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Per il nostro futuro, per il futuro degli italiani ma anche per il futuro di tutto il mondo non c’è che una soluzione, il buonsenso. Non abbiamo bisogno di uomini onesti, potrebbero essere stupidi. Né possiamo accontentarci di uomini intelligenti. La storia è piena di dittatori intelligenti, di ladri intelligenti, di assassini intelligenti. Abbiamo bisogno di uomini di buonsenso. Amministratori di buonsenso, politici di buonsenso, gente normale di buonsenso. Nessuna persona di buonsenso ruba, è troppo rischioso e nessuna persona di buonsenso cerca di occuparsi di cose di cui non capisce nulla. Insomma se tutti fossimo di buonsenso il futuro sarebbe roseo. A volte si scoprono aree di buonsenso, nicchie. E si scopre come potrebbe essere bella la vita se solo ne usassimo. Purtroppo sono più affollate le aree che ne sono prive. Vi faccio un esempio: alla stazione di Termini Imerese il bar è chiuso da sette anni. In quello della stazione di Milazzo da più di dieci anni. E non vi dico le condizioni della stazione stessa di Milazzo. In questi giorni sto girando per le strade siciliane. Al confronto quelle di Roma sono tavoli da biliardo. Una piccola frana, un metro cubo di terra, sulla strada da Collesano a Campofelice è lì, ferrea, da tre anni. Si aspetta l’appalto. Il buonsenso consiglierebbe di sbrigarsi, tanto prima o poi sono cose che vanno fatte. Niente. Nei giorni scorsi ho cercato di cambiare un biglietto dell’Alitalia. Mi sono stati chiesti 1100 euro per andare da Verona a Catania. Ho risposto: non grazie preferisco andare a Katmandu, costa meno. Il buonsenso avrebbe detto ad Alitalia che non è questa la strada per riconquistare fette di mercato.

[csf ::: 09:04] [Commenti]
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Caro signor Hofer, spero tanto di rivolgermi a lei come al candidato alle elezioni presidenziali austriache uscito temporaneamente vincitore al primo turno. Spero tanto, cioè, che al secondo turno, i cittadini austriaci , riacquistato il buonsenso, ci ripensino e votino il suo avversario, il verde Alexander van der Bellen. Lo spero proprio, caro signor Hofer, anche per lei perché vorrà dire che a le sarà consentito di vivere in una nazione tollerante ed europea. Perché se lei e la sua destra oltranzista doveste vincere anche al ballottaggio, non sarebbe un bel giorno per tutti quelli che credono in una Europa tollerante e con lo sguardo rivolto al futuro e non come la vorrebbe lei, piena di reticolati, fili di ferro, muri, cavalli di frisia a proteggere cittadini armati pronti a difendersi dagli immigrati che lei definisce “invasori”. Caro signor Hofer, lei nonostante i suoi 45 anni, è vecchio. Il suo partito, il Partito della Libertà, propaganda una sola libertà, quella di chiudersi a riccio di fronte ai problemi dei diversi. Lei vuole l’Europa dei confini e alza i muri. Di fronte alle persone che vogliono venire da noi per sfuggire la fame e la guerra e godere di un po’ di briciole di benessere, non ha che una risposta, quella che ha dato ad Elena Tebano, che l’ha intervistata per il Corriere della Sera: “ Bisogna fermare la corrente”. Le correnti, ce lo insegna la storia, non le ferma mai nessuno. In attesa che una corrente la travolga (nel senso politico naturalmente) si abbia, caro signor Hofer, i sensi della mia più profonda disistima.

[csf ::: 09:02] [Commenti]
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No, no, no, no. Non è vero. Non è vero che tra destra e la sinistra non c’è più differenza. Destra e sinistra sono sempre esistite e sempre esisteranno. Quando incontrate uno che dice che destra e sinistra non esistono più, state tranquilli, quello è di destra. E cioè pensa che lo sviluppo sia più importante dell’uguaglianza sociale. Pensa che il Pil sia più importante del Welfare. Opinioni legittime. Ma l’importante è non fare confusione. Poi esiste una destra moderna accanto ad una destra becera e reazionaria. Come esiste una sinistra che guarda al futuro accanto ad una sinistra conservatrice. Una sinistra radical chic ed una sinistra stalinista. Una sinistra intollerante, una sinistra violenta. Esiste una sinistra generosa ed una sinistra egoista. Esistono tante destre e tante sinistre. Ma sempre destra e sinistra sono. Di destra è chi pensa che bisogna dare ad ognuno secondo i suoi meriti, è di sinistra chi pensa che bisogna dare ad ognuno secondo i suoi bisogni. Però è vero che quasi non esiste più differenza tra gente di destra e gente di sinistra, tra partiti di destra e partiti di sinistra. Che esistono persone che passano tranquillamente da destra a sinistra e viceversa. Che si presentano alle elezioni e solo all’ultimo decidono se farlo in un partito sedicente di destra o in un partito sedicente di destra. E’ vero che tu voti per un candidato che dice di essere di destra e te lo ritrovi dopo cinque minuti in un partito che dice di essere di sinistra. Che cosa è? Relativismo? Sembrerebbe più opportunismo.

[csf ::: 09:00] [Commenti]
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