C’è chi sostiene che i ricchi, in quanto tali, sono di per sé dei criminali. Esagerazioni. Ma certo i ricchi danno un sacco di aiuto a chi sostiene questa tesi. Per esempio, non si può negare che più sono ricchi meno vogliono pagare le tasse. Perché più sono ricchi più molti di loro pensano di non dover sottostare alle leggi. Roberto Scarpinato, nel suo splendido libro scritto insieme a Saverio Lodato, sostiene che i ricchi non sono nemmeno consapevoli di questo. Seguono un altro codice morale e quando finiscono in galera si guardano attorno smarriti sentendosi vittime di un’ingiustizia. E’ proprio il caso di Calisto Tanzi che dopo aver rovinato i risparmiatori italiani si professava ormai nullatenente e piangeva miseria spergiurando che non c’era in giro nessun tesoretto formato da opere d’arte sottratte al curatore fallimentare. Invece il tesoretto c’era ed è stato scovato. Agli ipergarantisti chiedo: a questo punto si può dire che Calisto Tanzi è criminale (cioè ha commesso dei crimini) anche prima della sentenza definitiva? Agli stessi ipergarantisti chiedo: siete almeno d’accordo che senza le intercettazioni telefoniche questo tesoretto non sarebbe mai stato recuperato? E ancora a questi ipergarantisti chiedo: siete disposti ad ammettere che senza un’inchiesta giornalistica, una di quelle inchieste fatte dai giornalisti “comunisti” che bisogna eliminare dalla Rai, Calisto Tanzi ci avrebbe preso per l’ennesima volta per i fondelli? E a quel simpaticone di Calisto consentitemi di chiedere: ma si vergogna almeno un po’?

[csf ::: 19:45] [Commenti]
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