Burlando. Con un cognome del genere sei autorizzato a credere che sia tutto uno scherzo. Possibile che il Governatore di una regione come la Liguria possa prendere un’autostrada contromano? Possibile che possa guidare una macchina senza patente? Possibile che, arrivata la polizia si difenda sostenendo che la patente non ce l’ha perché non gli entra nel portafogli? Possibile che però in questo portafogli ci sia spazio per il tesserino da deputato, documento senza senso per uno che deputato non è più? Possibile che a questo punto l’ex deputato mostri proprio il documento scaduto? Possibile che alla fine per farsi bello chieda di essere punito, ma solo dopo che il caso è scoppiato? Possibile che pensi che la gente creda a questa serie incredibile di burle? No, Burlando, troppo facile. Era meglio se lei avesse detto, come ha detto Franco Giordano, segretario di Rifondazione, che stava andando alla Festa dell’Unità. Così, tanto per burla. (questa storia che, beccati dai vigili, non si dica più “Lei non sa chi sono io”, ma “Sto andando alla Festa dell’Unità” è un grande cambiamento antropologico. E’ una formula multiuso. “Puzzo? Non mi sono lavato ma sto andando alla Festa dell’Unità”. Oppure: “Sì, è vero, ho corrotto un giudice, ma sto andando alla Festa dell’Unità”. Fino al sublime: “Sono un lavavetri, lo confesso, ma sto andando alla Festa dell’Unità”. Vietato pensare: “Sono Massimo D’Alema, ma sto andando alla Festa dell’Unità”)

[csf ::: 07:43] [Commenti]
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