Il governatore per l’Alto Adige Luis Durnwalder, il ministro degli Esteri Franco Frattini, il presidente della provincia di Trento Lorenzo Dellai, perfino Reinhold Messner. Tutti insieme, appassionatamente, a dire sciocchezze.
La storia in sé sarebbe ridicola. L’Alpenverein, una specie di Cai in lingua tedesca, riceve l’incarico di rifare 36 mila cartelli dei sentieri dell’Alto Adige. Li rifà, ma non bilingui come erano prima. Interviene Raffaele Fitto, ministro per le Regioni, invoca l’articolo 120 della Costituzione (potere sostitutivo del governo) e diffida Durnwalder. Ha 60 giorni per riparare all’errore e mettere i cartelli anche in italiano. Poi lo farà il governo. Durnwalder risponde: “Me ne frego”. Interviene Frattini (a che titolo?) a confermare la linea dura. Interviene Dellai a definire inquietante la decisione del governo. Interviene Messner a dire che la procedura della diffida è di stampo fascista (e perché mai?).
Molti si mettono a ricordare l’errore di italianizzare i nomi tedeschi. Idiozia: qui si tratta di mettere entrambe le lingue sullo stesso cartello, serve solo per non sbagliare strada. Molti invitano a rispettare la sensibilità della minoranza linguistica senza imporre la volontà della maggioranza. Appunto: in Alto Adige la minoranza da rispettare è quella italiana, come l’Italia rispetta i diritti dei sudtirolesi. Il buonsenso, questo sconosciuto.

[csf ::: 19:13] [Commenti]
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