Cara Carla Fracci, lei è una stella, mi consenta questa italianizzazione. Va bene, lei è una étoile. Lei è una étoile e l’altro giorno ha aggredito il sindaco di Roma Gianni Alemanno al Teatro dell’Opera. Lei da dieci anni dirige la baracca e quest’anno il contratto non le è stato rinnovato. E quindi, probabilmente, ha tutte le ragioni per protestare. Ma anche Alemanno, probabilmente, ha tutte le ragioni per sostenere che è ora di cambiare qualcosa. Alemanno ha fatto un intervento diciamo moderato. Alla fine del quale lei, riportano i giornali, lo ha apostrofato duramente. Col ditino a pochi centimetri dal suo volto (il ditino: sembrava la scena di Fini e Berlusconi) gli ha detto di tutto. “Vergogna, vergogna, disgraziato, vergogna, buffone, vigliacco”. Cito il Messaggero, quotidiano storico della capitale. Alemanno, educatamente, ha guadagnato l’uscita (non è più il picchiatore di una volta) e si è scatenata la bagarre. E a me, cara signora Fracci, resta l’immagine di una étoile esacerbata, irritata, indignata. Un ossimoro. Non lo faccia più. Noi la vogliamo vedere volare. Disinteressata. Leggera. Come se le polemiche la sfiorassero senza fermarsi su di lei. Lo so, il mondo è duro anche per una étoile. Ma la prossima volta che vorrà agitare il ditino davanti al volto di Alemanno, mandi un sicario.

[csf ::: 19:15] [Commenti]
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