Più si va avanti più la verità è un’opinione. Non è una novità. E’ sempre stato così. La verità di un ricco e potente è più vera di quella di un povero derelitto. Provate ad andare in un tribunale ad assistere alla deposizione di un barbone e guardate le facce dei giudici. Volete mettere con la deposizione di un manager o di un capitano di industria? La verità poi dipende dal momento. Oggi io dico una cosa, vedo che effetto fa e poi, magari, smentisco, dico che sono stato frainteso. Questo è il metodo Berlusconi. Il quale ha una variante: dire una cosa, una cosa qualsiasi, non importa che sia vera o che sia falsa. L’importante è ripeterla all’infinito. Prima o poi diventerà vera. La settimana scorsa Michele Misseri, in prigione per l’omicidio di Sarah Scazzi, ha detto che sua figlia Sabrina è innocente. Non ho tenuto il conto ma credo che sia la sua quarta verità. Una volta si diceva che la confessione è la prova regina in tribunale. Nemmeno questo ormai è vero. Se uno confessa quattro volte e ogni volta confessa una cosa diversa, come la mettiamo? E vogliamo parlare di Ruby? Come fanno gli stessi fatti ad essere raccontati in maniera diametralmente opposta? Voglio un punto fermo, almeno uno, mi accontento di uno solo. Si chiama Ruby, vero? Questa è la verità? Chi? Come chi? La nipote di Mubarak!

[csf ::: 17:44] [Commenti]
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