Fermo restando che agli italiani di chi sia il presidente della commissione di vigilanza della Rai non gliene può fregare di meno; fermo restando che il signor Villari nominato senatore dai maggiorenti veltroniani avrebbe dovuto sentirsi offeso per il solo fatto di essere stato votato alla presidenza della commissione dai maggiorenti berlusconiani, al solo scopo di mettere in difficoltà il Pd, cioè il
suo partito; fermo restando che non era così veramente importante che alla presidenza della commissione di vigilanza della Rai ci andasse Leoluca Orlando e che quindi sia Di Pietro che Veltroni avrebbero potuto finirla subito con quella noiosa e ridicola questione di principio; fermo restando che Veltroni avrebbe dovuto andare da Di Pietro a dirgli: “Tonino, adesso basta”, tanto più che essendo all’opposizione non
poteva succedergli niente; fermo restando che l’unica posizione comprensibile era quella di Di Pietro perché più casino succedeva, più consenso si aspettava per le elezioni europee in occasioni delle quali il Pd subirà una notevole cura dimagrante; fermo restando che l’impuntatura della maggioranza era incomprensibile al popolo almeno quanto quella dell’opposizione; fermo restando che se i parlamentari non li eleggono più i cittadini ma i partiti, questi partiti dovrebbero sforzarsi almeno di scegliere un po’ meglio i candidati; fermo restando tutto ciò, faccio mia la posizione di Michele Serra sulla Repubblica. Se non si dimetteva Villari, si dimettesse almeno chi lo aveva scelto. E’ stato Franceschini? Io non lo so, ma loro sì.

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