Ammetto che l’argomento è vecchio. Ma vi confesso che ogni volta io rimango allibito. Quando? Quando (succede raramente perché il mezzo mi interessa poco, ultimamente) mi metto davanti al televisore e becco l’ennesima rissa. Gente che urla ad altra gente che urla più forte. E in mezzo a questo inferno non si sente assolutamente nulla se non sporadiche parole, generalmente insulti inframezzati da frasi insensate tipo”io l’ho fatta parlare adesso faccia parlare me”. Quando questi geni della comunicazione sono due politici ritengo la cosa del tutto normale. I politici capiscono poco di mass media. Se non litigano cercano di impossessarsi dell’audio per sparare pipponi noiosissimi. Quando dicono: “Mi faccia concludere il mio pensiero”, dimenticano che un pensiero raramente ce l’hanno. Voi forse sapete che conduco insieme a Giorgio Lauro una trasmissione su Radio 2. Al contrario di molti di nostri colleghi noi cerchiamo di evitare di invitare persone di cui si sospetta la litigiosità e comunque cerchiamo di evitare di mettere due galli nello stesso pollaio. In tv ti puoi divertire a vedere le facce alterate dalla rabbia. Ma per radio sarebbe devastante. Comunque, se succede, da noi o altrove, che due politici si urlino in faccia la loro incomunicabilità, in qualche maniera li capisco. Ma sempre più spesso capita che il litigio avvenga tra un politico e un giornalista. Un’idiozia. E il colpevole maggiore è il giornalista. Perché il giornalista ha il dovere di far capire e di comportarsi in maniera imparziale. Sa, signora, non sono più i giornalisti di una volta.

[csf ::: 07:03] [Commenti]
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L’estate sta finendo e, scusate, io sono depresso perché come accade sempre all’inizio dell’autunno cadono le foglie e fioriscono le scemate sul calcio, rendendo insopportabile la lettura dei quotidiani. I giornali si riempiono di articoli di cronisti sportivi che credono di essere poeti (è una malattia nazionale degli scrittori di calcio: dimenticano le notizie -chissenefrega delle notizie, meglio frasi senza senso, senza logica, senza contenuti, senza virgole, fa tanto Vittorio Sereni). Le televisioni ricominciano a trasmettere le smorfie e i balletti dei goleador che hanno fatto il loro dovere, cioè hanno segnato un goal (è come se il cassiere della banca, constatato che ha contato esattamente il tuo versamento, si mettesse a fare le piroette). Le immagini di creste di capelli, di sbaciucchiamenti fra attaccanti, fanno a lotta per crearsi spazi fra telecronache cronache piene di “tocca palla” e “ripartenza” (quasi quasi rimpiango “la squadra superiore sia dal punto di vista tecnico che agonistico”). E poi tocca pure scandalizzarsi perché quattro rincitrulliti delle curve fanno buuu a un miliardario nero. Passerà. E poi i giornali pubblicano anche notizie con le quali consolarsi. Per esempio il litigio twitter fra la falca Daniela e la colomba Maurizio (mi fa sempre impressione definire colomba il grande Gasparri). Non morirò per il Twiga, dice la colomba. Non morirà nemmeno di troppo lavoro, ribatte la falca. E noi, se loro continuano così, non moriremo di noia.

[csf ::: 17:29] [Commenti]
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