Confesso di non averci capito molto. L’unica cosa chiara è che al Grande Fratello si bestemmia. L’hanno fatto Massimo Scattarella , Matteo Casnici e Pietro Titone. Le elezioni anticipate, gli attacchi a Tremonti, le polemiche su Marchionne, i soliti comunisti che non fanno governare Berlusconi. Parlare dei bestemmiatori del Grande Fratello, in questo momento, è di per sé una bestemmia. Ma io non posso fare a meno di stigmatizzare il comportamento degli autori del Grande Fratello. Prima inventano la bestemmia involontaria facendo arrabbiare il quotidiano cattolico “Avvenire”. Poi, visto che il primo bestemmiatore si è giustamente risentito perché il secondo bestemmiatore è stato perdonato, hanno richiamato il primo e lo hanno riammesso. E il terzo bestemmiatore? Perdonato anche lui. Non bastasse, il secondo bestemmiatore, quello perdonato, ha ribestemmiato, dimostrando l’inutilità dell’educazione permissiva. E alla fine, tutti a casa. Tutto ciò mi ha suscitato due riflessioni. Prima. Molti hanno detto, scandalizzati: “Non si bestemmia in televisione”. Come se Dio avesse detto: “Non nominate il nome di Dio invano in televisione. Per il resto fate quel cavolo che vi pare”. Seconda. La televisione perdona e condanna, punisce e assolve. In presenza di una notevole crisi delle vocazioni, ci pensano gli autori del Grande Fratello. Chiamano il bestemmiatore in confessionale. Un pater ave gloria. E vai con Dio.

[csf ::: 19:09] [Commenti]
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Confesso di non averci capito molto. L’unica cosa chiara è che al Grande Fratello si bestemmia. L’hanno fatto Massimo Scattarella , Matteo Casnici e Pietro Titone. Le elezioni anticipate, gli attacchi a Tremonti, le polemiche su Marchionne, i soliti comunisti che non fanno governare Berlusconi. Parlare dei bestemmiatori del Grande Fratello, in questo momento, è di per sé una bestemmia. Ma io non posso fare a meno di stigmatizzare il comportamento degli autori del Grande Fratello. Prima inventano la bestemmia involontaria facendo arrabbiare il quotidiano cattolico “Avvenire”. Poi, visto che il primo bestemmiatore si è giustamente risentito perché il secondo bestemmiatore è stato perdonato, hanno richiamato il primo e lo hanno riammesso. E il terzo bestemmiatore? Perdonato anche lui.  Non bastasse, il secondo bestemmiatore, quello perdonato, ha ribestemmiato, dimostrando l’inutilità dell’educazione permissiva. E alla fine, tutti a casa. Tutto ciò mi ha suscitato due riflessioni. Prima. Molti hanno detto, scandalizzati: “Non si bestemmia in televisione”. Come se Dio avesse detto: “Non nominate il nome di Dio invano in televisione. Per il resto fate quel cavolo che vi pare”. Seconda. La televisione perdona e condanna, punisce e assolve. In presenza di una notevole crisi delle vocazioni, ci pensano gli autori del Grande Fratello. Chiamano il bestemmiatore in confessionale. Un pater ave gloria. E vai con Dio.

[csf ::: 17:31] [Commenti]
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