Ci cascano sempre tutti. Quando c’è di mezzo la satira, qualcuno che agiti il ditino di riprovazione c’è sempre. Stavolta c’è cascato Michele Anzaldi, il deputato del Pd, dopo aver visto l’imitazione della ministra Maria Elena Boschi fatta dalla bravissima Virginia Raffaele a Ballarò, ha scritto addirittura alla presidente della Rai, Anna Maria Tarantola per protestare. Ha scritto: “Gentile Presidente, mi permetto di chiederLe se condivide l’imitazione di Maria Elena Boschi a Ballarò e se ritiene opportuno che un ministro giovane, che finora ha dimostrato preparazione e capacità, sia ritratta come una scaltra ammaliatrice che conta solo sul suo essere affascinante. E’ questa l’immagine che il servizio pubblico della Rai, e Raitre in particolare, vuole dare alla vigilia dell’8 marzo?”. Michele Anzaldi fa parte, come segretario, della commissione di vigilanza Rai. E ammettendo pure che l’esistenza della commissione di vigilanza Rai abbia un senso, c’è da chiedersi se in quelle poche righe Anzaldi potesse aggiungere qualche altra boutade. Presidente, lei condivide l’imitazione? Ritiene giusto ritrarre come una scaltra ammaliatrice un ministra giovane? E non si rende conto che tutto ciò è avvenuto alla vigilia dell’8 marzo? Ci mancava solo il “cui prodest”. Ci mancava la “giustizia ad orologeria”. Dovrebbero fare un giuramento tutti quelli che si candidano al parlamento. “Giuro di non occuparmi mai di satira politica”. Oppure anche di contare fino a dieci prima di scrivere lettere alla presidente Tarantola.

[csf ::: 08:58] [Commenti]
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