Responsabile. Quando Domenico Scilipoti decise che per salvare Berlusconi doveva lasciare il partito di Di Pietro e votare la fiducia al Cavaliere, il 14 dicembre 2010, gli rimase, a lui e ad altri, appiccicato questo aggettivo: responsabile, anche se adesso si chiamano Popolo e territorio. E adesso, come chiamarlo? Non votando il rendiconto dello Stato alla Camera Domenico Scilipoti ha causato l’apertura della crisi più violenta capitata al berlusconismo quest’anno. Fabrizio Roncone, Corriere della Sera, mio coinquilino al piano di sopra di questa pagina, ci ha parlato. Non gli ha fatto notare, essendo un gentiluomo, che il vecchio adagio dice che chi ha tradito una volta tradisce anche una seconda volta. Questo no. E’ stato un vero signore. Ma ha strappato alcune perle. Ha detto l’ex responsabile: “Il 14 dicembre mi sono immolato per il bene del Paese. Quindi, sempre per il bene del Paese, ora posso anche fare un passo indietro”. Per il bene del Paese. Scilipoti fa tutto per il bene del Paese. Fa anche un passo indietro, per il bene del Paese. Ha detto: “Io ho le mie idee su come far uscire l’Italia da questa crisi. Ma se le mie idee vengono sempre ignorate…io entro nel dibattito e sto nella dialettica”. Ecco, bravo, nella dialettica. Per il bene del Paese. Che nessuno tiri fuori Scilipoti dalla dialettica. Per il bene del Paese.

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