Caro Angelo Alessandri, lei è un leghista, è il leader del Carroccio emiliano, dovrebbe essere ancora ubriaco per la ciucca che probabilmente si è preso dopo la sorprendente ascesa del suo partito alle ultime regionali. Quindi abbia pazienza se mi permetto di sindacare il suo comportamento in questi ultimi due anni. In questi ultimi due anni, 2008 e 2009, lei ha percorso in lungo e in largo la penisola correndo come un pazzo sulla sua auto, guidata da un autista, e collezionando multe per eccesso di velocità. A Bergamo, Brescia, Firenze, Cremona, Lodi, Mantova, Milano, Piacenza, Rimini, Parma, Modena, Venezia, Ravenna, Reggio Emilia. 70 multe, mica bruscolini, per una cifra che potrebbe avvicinarsi a 8 mila euro. Ora la novità è che lei queste multe non le vuole pagare. Perché? Perché, ha detto, “mi stavo muovendo per ragioni istituzionali ai quali non potevo assolutamente mancare”. Ora, caro Angelo Alessandri, mettiamo che lei abbia preso una multa ogni trasferta. Possiamo dire che in quei due anni lei è andato a 70 impegni istituzionali ai quali non poteva assolutamente mancare. Giusto? Proprio a nessuno? Non poteva mancarne nemmeno uno? E soprattutto, mi consenta di essere un tantinello pedante. Ma questi impegni, se erano così importanti, se erano così istituzionali, non potevano convincerla ad uscire da casa un’oretta prima?

[csf ::: 19:19] [Commenti]
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