Fermo restando che se siamo tutti Charlie, dobbiamo esserlo anche se Dolce e Gabbana dicono qualche scemata. Non sono né i primi né gli ultimi. Qual è il limite oltre il quale non siamo più tutti Charlie? Fermo restando però che se siamo ricchi e famosi dobbiamo stare un po’ più attenti alle parole. Fermo restando comunque che bambini nati con la fecondazione eterologa non sono né chimici né sintetici. Fermo restando infine che se fosse consentito anche ai single adottare dei bambini invece che lasciarli negli orrendi istituti lontani mille miglia dalle famigerate figure materne e paterne, tutti questi problemi non esisterebbero e i bambini starebbero benissimo perché non si può sentire la mancanza di qualcosa che non si è mai avuta. E fermo restando che non capisco perché appena si toccano argomenti così delicati tutti si precipitano a dire le loro stupidaggini. Quello che mi ha colpito di più nella diatriba vipparola fra Elton John e Dolce/Gabbana è questo misto fra l’embargo e la fatwa commerciale lanciata dal cantante miliardario sugli stilisti miliardari. Forse proprio perché sono tutti miliardari l’unico linguaggio che comprendono è quello dei soldi? Ah, tu offendi i miei figli? Una volta si diceva: “Fellone! Vediamoci domattina all’alba dietro il cimitero. Scelga pure l’arma”. Oggi si dice: “Gente! Smettete di comprare le mutande di questi maleducati. Lasciate che le loro mutande marciscano nei loro magazzini”. (Io comunque continuo a chiedermi: perché uno deve indossare mutande con su scritto Dolce e Gabbana?)

[csf ::: 07:13] [Commenti]
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