Che fine ha fatto Renato Vallanzasca? Un paio di settimane fa i giornali avevano ricominciato a parlare di lui per un fatto apparentemente di cronaca nera ma in realtà degno dei migliori titoli di Cuore. Mentre era in permesso premio era stato arrestato per aver rubato due paia di mutande extralarge, delle cesoie e un flacone di fertilizzante in un Supermercato Esselunga di viale Umbria dove si era recato per comprare due fette di salmone, alcuni cipollotti, della mortadella, un’anguria e dell’insalata che sarebbero serviti per la cena con la sua compagna. Tralascio ogni considerazione sulle strane abitudini culinarie dell’ex bandito della Comasina. A 64 anni si ha il diritto di mangiare strano. Ma sono rimasto sorpreso dalla follia della notizia. “Se fosse vero”, ha dichiarato Vallanzasca,” il mio posto è al manicomio”. Invece lo hanno rispedito al carcere di Bollate a causa delle sue condanne a quattro ergastoli e 296 anni di galera, 42 dei quali già scontati. La difesa del suo avvocato, Debora Piazza, è stata ineccepibile: “Le mutande non sono della misura di Vallanzasca”. La difesa di Renato ancora più ineccepibile: “Guardate le riprese fatte dalle telecamere del servizio di sicurezza”. Ma le riprese sono scomparse. Ma è scomparso anche il senso del ridicolo. Quest’uomo che ha molto ucciso, molto rapinato, è molte volte evaso, ha massacrato un suo amico, lo ha decapitato ed ha giocato a palla con la sua testa, quest’uomo, finalmente ad un passo dalla libertà, si gioca tutto per delle mutande che gli stanno larghe. C’è qualcosa che non va. Compreso il processo per direttissima che si svolgerà fra tre mesi. Che razza di direttissima è signori giudici?

[csf ::: 17:31] [Commenti]
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