Commedia in due atti. Un giorno di un paio di anni or sono al sindaco di Alassio Marco Melgrati venne in mente di realizzare un busto in bronzo di Totò e di piazzarlo nel centro di Alassio in un parco dedicato al grande attore napoletano. Per quanto il genio di Totò non conosca confini l’iniziativa era insensata. Che cosa c’entrava Totò con Alassio? Si sedette mai sul famoso muretto? Recitò mai una pièce sulla cittadina ligure? Non risulta. Che cosa penseremmo se il sindaco di Napoli Luigi De Magistris dedicasse un parco a Gilberto Govi e inaugurasse un busto dell’attore ligure a Mergellina? Penseremmo che si è bevuto il cervello. Bene. Ormai era fatta. E cosa fatta capo ha, come dicono gli amanti dei proverbi. Il secondo atto della commedia è risultato ancora più singolare del primo: rimuovere il busto. Questo lo ha fatto il nuovo sindaco di Alassio, Roberto Avogadro. Scatenando una corsa ad appropriarsi del busto (in prima fila Napoli, ovviamente, ma anche Cuneo dove il principe De Curtis si vantava di avere fatto il militare in una sua celebre battuta). Togliere un busto è un’operazione insensata quanto mettercelo. Ma noi siamo i campioni delle cose insensate. Tra parentesi: il busto di Totò è proprio bruttarello.

[csf ::: 09:09] [Commenti]
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