Oggi vorrei difendere una persona. Vorrei difendere l’indifendibile. Quello che tutti attaccano. Vittorio Sgarbi. Ho visto la sua trasmissione, quella sospesa. E’ vero. Era contro tutte le regole della televisione. Non aveva ritmo. Era scombiccherata. Era egocentrata. Non rispettava la scaletta. C’erano cose che non si capivano. C’erano cose che interessavano solo Sgarbi. Era lenta. Sgarbi introduceva un ospite e se lo dimenticava. Sgarbi era sempre lì, davanti alla telecamera. Non se ne andava mai. Una trasmissione insensata. Mischiava momenti di poesia e di cultura con polemiche personali. Sgarbi trattava male gli spettatori in studio e gli ospiti sul palco.
Bene, tutto questo mi è piaciuto. Mi è parso finalmente di vedere qualcosa di diverso. A me non piace vedere le sparate di Sgarbi quando urla nelle trasmissioni degli altri, quando insulta gli interlocutori, quando ripete ossessivamente una frase o una parola. Ma l’altra sera ero come ipnotizzato di fronte al menefreghismo che Sgarbi mostrava nei confronti di ciò che bisogna fare quando si fa televisione. Vittorio Sgarbi ha segnato un momento di rottura. Probabilmente non avrei mai guardato la seconda puntata. Ma la prima rimane una pietra miliare. Tutto ciò che non bisogna mai fare in una trasmissione televisiva Sgarbi l’ha fatto. Finalmente qualcuno ha osato!

[csf ::: 19:14] [Commenti]
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