Anche questa, come tutte le elezioni, è destinata a finire nel dimenticatoio degli archivi. Ma anche questa, come tutte le elezioni, lascia qualche piccola traccia nella memoria di ognuno di noi. La traccia che lascia in me è quella dell’arroganza dei politici visibile proprio nel momento in cui tutti si stracciano le vesti in nome della trasparenza, dell’onestà, del rispetto degli elettori e del politicamente onesto. Prendete Gianfranco Fini. Un paio di settimane fa si è presentato ad un comizio a Palermo. Si aspettava folle oceaniche, transenne a contenere l’entusiasmo di nuovi e vecchi fans ed è rimasto deluso. A volte anche gli insuccessi sono utili. Avrebbe potuto meditare sul futuro, avrebbe potuto chiedersi se i comizi hanno ancora un senso, avrebbe potuto indagare se l’offerta della sua coalizione fosse allettante. Avrebbe potuto fare buon viso a cattivo gioco galvanizzando i presenti e dicendo loro: “Andate e moltiplicatevi”. Invece che cosa ha fatto? Ha strapazzato i due organizzatori della manifestazione, i coordinatori provinciali e regionali del suo partito ed ha accettato prontamente le loro dimissioni, colpevoli come erano stati di non aver organizzato l’arrivo massiccio di truppe cammellate. Sia chiaro il messaggio: i dirigenti dei partiti non devono attivare il consenso, devono riempire le piazze, con tutti i mezzi. Mi ricorda il Ventennio.

[csf ::: 11:21] [Commenti]
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Non sono certo d’accordo con Antonio Padellaro, direttore dell’Unità quando scrive che “camerata è per sempre”. Dal fascismo si può guarire tanto è vero che sono guariti molti intellettuali, molti giornalisti, molti politici, ieri affezionati sostenitori di Mussolini, oggi militanti della sinistra anche estrema. Ma certo alcuni ce la mettono tutta per convincere i loro simili che fascisti sono nati, (e razzisti, e integralisti, e intolleranti), e fascisti, intolleranti e razzisti moriranno. Prendiamo per esempio Fini, il capo di tutti gli ex fascisti o quasi. Il mondo politico ha fatto a gara per sdoganarlo e lui anche ha compiuto qualche passo in direzione della democrazia. Ma poi, forse per paura di perdere troppi elettori, ogni tanto si lascia andare alle vecchie voglie. E così entra a gamba tesa nella polemica sui rumeni. Integrarli? Ma come si fa? E’ impossibile integrare chi considera pressoché lecito e non immorale il furto. Vabbé – tu dici – questa frase deve averla coniata quando Cirino Pomicino, Craxi, Dell’Utri furono investiti dal ciclone giustizialista e condannati per aver commesso uno o più reati. Tu ti immagini che Fini abbia subito detto in quelle occasioni: è impossibile integrare Previti o De Michelis che considerano pressoché lecita e non immorale la corruzione. Eppure no: cerca e ricerca non risulta nessuna dichiarazione del postfascista in tal senso. I corruttori è possibile integrarli. I ladri, mi dispiace, no. E se poi sono rumeni non resta che legnarli.

[csf ::: 08:34] [Commenti]
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