Caro ministro Maria Vittoria Brambilla, ho letto il suo intervento (“Corriere della Sera”) sulla manifestazione delle donne italiane che reclamavano la loro dignità. Capisco l’imbarazzo che può avere una donna a militare in un partito di cui è leader un uomo che è stato accusato da Daniela Santanché di vedere le donne solo in posizione orizzontale. Da una parte lei si sente donna (immagino la parte principale) e dall’altra ha un dovere di obbedienza ministeriale. Per questo ho apprezzato il suo piccolo saggio soprattutto nella parte iniziale dove dice che “dagli anni Settanta le donne italiane hanno fatto molta strada” ricordando le donne radicali e di sinistra che “scendevano in piazza …rivendicando un cambiamento culturale che potesse metterle in condizioni di indipendenza, faticosamente affermata nei decenni a seguire e per la quale tutte noi siamo debitrici”. Leggevo e mi dicevo: “Guarda il ministro, che coraggio, sta spiegando perché é d’accordo con la manifestazione”. E infatti lei, ministro, ricordava il divorzio, l’aborto, la procreazione assistita, lo stalking, tutte leggi faticosamente conquistate grazie alla mobilitazione di massa. E invece no. Ad un certo punto in lei, donna liberale, ha ripreso il sopravvento il ministro berlusconiano. “Non ha alcun senso scendere in piazza”, ha scritto, “per una manifestazione che non trova una sua giustificazione nella realtà ma solo nella politica del tutto strumentale della sinistra”. Mah

[csf ::: 19:03] [Commenti]
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La foto l’ha pubblicata “La gazzetta di Lecco”. Il ministro del Turismo, Michela Brambilla, alla festa dell’Arma dei Carabinieri, a Lecco, due settimane or sono, dopo l’inno nazionale, mentre i militari salutavano militarmente (ovvio), salutava col braccio teso, ma proprio teso, con la mano tesa, ma proprio tesa. A volere essere maligni si potrebbe pensare ad un saluto romano, ma proprio romano, quasi fascista, ma proprio fascista. Il ministro del Turismo, Michela Brambilla, se la prende con la sinistra che ha criticato il gesto.
Dice: “Questa sinistra fa proprio ridere. Non avendo argomenti politici, i nostri avversari si sono ridotti a misurare l’angolazione del mio gomito quando saluto i cittadini o a calcolare l’altezza delle mie braccia”. Come darle torto? Un ministro non può salutare a braccio teso che subito la sinistra misura l’angolazione del gomito (che per altro non c’è perché il braccio è teso) e calcola l’altezza del suo braccio (altissimo). Ma ci sarebbe venuto in mente di pensare ad un saluto romano. A noi.

[csf ::: 08:36] [Commenti]
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