Potrebbe essere stata colpa dell’arbitro, il secondo Moreno che ce l’ha con la nazionale italiana. Oppure colpa di Balotelli che non ama l’Italia al punto di soffrire in campo. La colpa potrebbe essere ovviamente di Prandelli che non ha portato i giocatori giusti in Brasile (ah quel Rossi rimasto a casa!) oppure non ha operato i cambi giusti. Perché non dare la colpa all’umidità, al caldo? E quella difesa che non difendeva? E quell’attacco che non attaccava? E quel centrocampo lento? Ma perché una delle nazioni calcisticamente più forti del mondo viene cacciata dai mondiali senza quasi giocare? Ma siamo veramente sicuri che l’Italia sia una delle nazioni calcisticamente più forti? Le squadre italiane più forti sono composte, quando va bene, soprattutto da stranieri. Meglio: da campioni stranieri. Quando si giocano i tornei per squadre di club andiamo forte, siamo tra i migliori. Ma quando si giocano i campionati mondiali i campioni, i Klose, i Gervinho, i Palacio, gli Higuain, i Pogba, non giocano ovviamente nella nazionale italiana ma anzi giocano contro di noi. Una cifra su tutte: per il Brasile sono partiti dall’Italia 83 calciatori “italiani” ma di questi solo 20 giocavano nell’Italia, e non i migliori. E adesso rispondete alla domanda che ci eravamo posti all’inizio. Siamo sicuri che l’Italia sia una delle squadre calcisticamente più forti del mondo? Siamo sicuri che perdere ai mondiali sia una delusione e non una corretta fotografia dei valori in campo?

[csf ::: 09:42] [Commenti]
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E’ una maledizione. Il politicamente corretto: non se ne può più. Ormai le categorie dei disagiati non possono essere nemmeno nominate. Sono categorie a rischio. Per chi le nomina. Non importa se chi lo fa ha un passato immacolato. Non importa se si è distinto in rispetto per gli sfortunati. Se li nomina deve passare attraverso le forche caudine di persone che si autonominano difensori degli ingiustamente colpiti dai politicamente scorretti. Caso Mineo. Dice: “Renzi è un ragazzino autistico che vorresti proteggere perché tante cose non le sa però se lo metti a ragionare di politica e di rapporti di forza suona, come quel bambino che risolve una equazione complicatissima di matematica”. Non è una frase scorretta. Anzi è piena di affetto per quei bambini che si rifiutano o non ce la fanno a raggiungerci nel nostro mondo pieno di contraddizioni e di ingiustizie. Bambini che – ha ragione Mineo – appena li vedi il cuore ti si riempie di rabbia per l’ingiustizia e ti viene la voglia di proteggerli. Mineo non è cinico. Semmai cinismo è aggrapparsi al suo “errore” facendo finta di indignarsi, ergendosi a difensore della disgrazia, in realtà sfruttandola a fini politici. Attenzione al politicamente scorretto. E’ materia scivolosa. Non sai mai dov’è il buono e dov’è il cattivo. Se io dico che sei cieco di fronte alle disgrazie del mondo offendo i non vedenti? Se dico che il governo zoppica, ce l’ho con gli storpi? E vogliamo parlare di Bernardo di Chartres che diceva: siamo nani sulle spalle dei giganti?

[csf ::: 08:59] [Commenti]
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Se voi avete un grande giardino, potate le siepi e fate un bel falò, siete dei criminali. Non nel senso etico ma proprio in quello giuridico. State commettendo un crimine. E rischiate la prigione. Siete equiparati ai camorristi delle Terre dei fuochi. Le leggi sono il nostro glorioso castello di Kafka. Sentitemi: ho potato una quantità industriale di siepi e ho scoperto che non posso bruciare le ramaglie perché c’è una legge europea recepita dalla legge italiana che stabilisce che tutto ciò di cui ti vuoi disfare è un rifiuto. Ti vuoi disfare delle sterpaglie? Sono rifiuti e i rifiuti non si posso bruciare. Ma se le sterpaglie sono rifiuti e non si possono bruciare, non si possono nemmeno accumulare, nemmeno trasportare, nemmenio triturare. Curare una siepe, potare un uliveto, tagliare l’erba del prato vuol dire entrare di fatto nel mondo della criminalità. A volte penso che le cose in Italia si possono risolvere solo con un piccolo tasso di violenza a bassa intensità. Mettiamoci d’accordo tutti noi potenziali delinquenti produttori di scarti vegetali. Prendiamo i nostri camion pieni di foglie e di rametti e depositiamolo davanti al municipio. Appena il sindaco si fa carico del materiale altamente pericoloso lo denunciamo per manipolazione di rifiuti.
Ps: però c’è un trucco. Procurarsi una dichiarazione di un fitopatologo che le tue siepi sono malatissime. Hanno la peronospera, la processionaria, il morbillo, il ginocchio della lavandaia. In questo caso bruciare le potature non solo è possibile ma è obbligatorio. Il crimine paga.

[csf ::: 09:06] [Commenti]
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