All’inizio questo Francesco mi aveva lasciato un po’ perplesso. Non tanto perché si ipotizzava che avesse un passato di contiguità con la dittatura, ma perché proprio quella sua ingenuità, quella semplicità, quel parlare chiaro e senza misteri mi apparivano troppo voluti. Sbagliavo. E anche quel suo volersi chiamare Francesco mi appariva presuntuoso, una maniera per stamparsi addosso un timbro di qualità. Sbagliavo. Questo papa è eccezionale. Andare nella città delle favelas a predicare non la prudenza e la cristiana rassegnazione ma l’impegno è stato un atto di favoloso coraggio. Francesco è un papa che rischia, che non si accontenta. Ha detto ai giovani “fate casino”. Ha detto che la vita deve essere allegra. Ha detto di andare controcorrente. Ogni giorno che passa sorprende. Io non credo che esista un Dio (e tanto per chiarirci nemmeno che sia esistito Gesù Cristo). Però credo che esista Francesco, uno straordinario folle che potrà finalmente mettere in crisi la Chiesa e tutti quei cattolici che si riempiono la bocca di preghiere e di buoni propositi. Io non credo che sia esistito Gesù Cristo ma penso che chi si definisce cristiano dovrebbe comportarsi diversamente da come si comportano quelli che si definiscono cristiani. Per non parlare dei politici, gli italiani in testa, che si definiscono cattolici. Devono smettere di farlo. Perché le loro azioni non sono da cattolici e, prima o poi, appena avrà un momento libero, Francesco glielo dirà.

[csf ::: 06:41] [Commenti]
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Silvio Berlusconi nel 2009 era presidente del consiglio. Nella sua veste ufficiale ricevette i membri della federazione mondiale di basket. Erano tutti al terzo piano di palazzo Chigi. Silvio Berlusconi era reduce da una visita al presidente del Kazakistan, Nursultan Nazarbayev. E la raccontò in tutti i suoi particolari. La fonte qual è? E’ Claudio Barbaro, ex parlamentare del Pdl, poi transfuga con Fini nel Fli. Claudio Barbaro l’ha raccontata al Fatto Quotidiano. Ha raccontato che Berlusconi raccontò che Nazarbayev invitò Berlusconi nella sua dacia, gli disse di portare il pigiama, che c’erano una trentina di ragazze semisvestite. Raccontò che Nazerbayev lo invitò a sceglierne una. Raccontò che disse a Nazerbayev che la sua religione non consentiva la poligamia. Raccontò che il presidente della federazione mondiale di basket, l’australiano Bob Elphinston, rimase molto imbarazzato dai racconti. Berlusconi ha smentito. “Tutto falso”. Il buon giornalismo consiglia la verifica. Pronti. Bob Elphinston raggiunto dal Fatto, racconta: “Fu un incontro surreale, si parlò di tutto tranne che di basket. Berlusconi parlò delle donne kazake. Mi sentii in imbarazzo per lui.” All’incontro era presente anche l’allora presidente del Coni, Gianni Petrucci. Il buon giornalismo eccetera eccetera. Dice Petrucci, raggiunto dal Fatto Quotidiano: “Non ricordo nulla”. Elphinston, Berlusconi, Petrucci. Tre versioni. Chissà perché mi viene da dar ragione a Elphinston.

[csf ::: 06:17] [Commenti]
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Cercherò di dirlo educatamente, di dare libero sfogo ad insulti politicamente corretti. Calderoli è una persona che merita la sfiga più nera. Calderoli è una persona che la sua compagna dovrebbe cacciarlo di casa. Calderoli è una persona che gli amici dovrebbero prenderlo a schiaffi. Calderoli è una persona che se giocasse a calcio nessuno dovrebbe passargli la palla. Calderoli è una persona che quando sarà vecchio vecchio nessuno dovrebbe cedergli il posto in tram. Calderoli è una persona che se fosse sul punto di farsela sotto dovrebbe trovare i gabinetti tutti chiusi. Calderoli è una persona che a tennis dovrebbe perdere sempre 6-0 6-0 6-0. Calderoli ha un nome orrendo e una faccia che se la vedesse Lombroso scapperebbe via terrorizzato. Calderoli una volta, tanto tempo fa, ha espresso un pensiero sensato ma se ne è vergognato per tutta la vita. Calderoli da oggi in poi sarà una parolaccia. Gli uffici anagrafe sono subissati di domande di Calderoli che vogliono cambiare cognome. Un commercialista di Cernusco Lombardone, tale Pasquale Calderoli, ha ottenuto di chiamarsi d’ora in poi Pasquale Sonounpirla.
Ho fatto un sogno. Calderoli passeggia per via Condotti. Dal negozio di Bulgari esce un orango in smoking, tutto ingioiellato, che gli va incontro e gli sputa in un occhio. Ho fatto un altro sogno. Sempre lo stesso orango, dopo avergli sputato in un occhio, gli dice: “Mr Calderoli I suppose. You are a big pirla”.
ps. Sì lo so, ho scritto cose più raffinate. E allora?

[csf ::: 06:47] [Commenti]
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