E’ ora di finirla. E’ veramente uno scandalo. Ci sono troppi poveri in Italia. E non si nascondono nemmeno. “Sono 1.400 gli accattoni identificati”, spiega il vice sindaco di Milano Riccardo De Corato, 84 solo attorno al Duomo”. Ma non si vergognano? Per fortuna ci sono i sindaci italiani che hanno deciso di risolvere il problema della loro miseria. Come? Multandoli. Chi chiederà l’elemosina nei centri storici dovrà pagare una multa da 50 a 500 euro. Il sindaco di Alassio, quello di Sanremo, di Trieste, di Padova e di Modena hanno aperto la strada. E si sono accodati anche i sindaci di Venezia e di Firenze. Ultimo Andrea Franceschi, sindaco di Cortina. Dice Franceschi: “Sono cattolico praticante”. E poi: “Troppi mendicanti, molesti, professionisti dell’accattonaggio”. Lui li vorrebbe dilettanti i mendicanti. Vorrebbe che mendicassero per divertimento, nel tempo libero, allegramente. Questi sindaci così preoccupati di salvaguardare il decoro dei loro centri storici e la tranquillità dei loro ricchi villeggianti sono stati attaccati duramente dall’Avvenire, il quotidiano dei vescovi. Ma il cattolico praticante Franceschi non è preoccupato dei vescovi. Ha detto: “Continuo su questa linea”. Non c’è peggior cattolico di chi non vuol sentire.

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Pettegolume di provincia, schifezze, dicerie da bar. Luciano Caveri, ex presidente della Valle d’Aosta, è al centro di un incredibile tourbillon di pettegolezzi che lo vorrebbero addirittura omosessuale. Pettegolume di provincia, lo ha definito lui stesso. Il quale ci tiene alla sua appartenenza di genere. “Dico questo facendo salvo il rispetto che porto a chi sente di essere diverso”, spiega. E certo. I gay sono diversi ma sono gente per bene, i gay sono intelligenti e sensibili, io ho molti amici fra i gay. Caveri non ha detto questi luoghi comuni tipici degli omofobi ma c’è andato vicino. Ha detto però, ad Antonello Caporale della Repubblica, che le dicerie da bar fanno male. Sono delle compagnie cattive e fanno perdere voti. E poi…E poi “di lei si sa che apprezza le donne”, gli sussurra Caporale tendendogli una trappola visibile come il Monte Bianco in un giorno di aria tersa. E Caveri, il piccione: “E diciamolo. Sono un gran figaiolo”. La Repubblica, con grande stile, non titola “Sono un gran figaiolo”. Titola elegantemente “Sono un tombeur de femmes”. Ma se non è ciccia…Caveri dice che essere sospettato di essere gay è una schifezza. Essere un figaiolo invece è qualcosa di cui vantarsi in quegli stessi bar dove si sprecano i pettegolumi di provincia. Caveri non è gay, è figaiolo. Era presidente della Regione. Era sottosegretario del governo D’Alema. E figaiolo.

[csf ::: 15:40] [Commenti]
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Sono sempre colto da un po’ di imbarazzo tutte le volte che leggo i “severi moniti” del Papa. Essendo un non credente tenderei a disinteressarmene. Ma poiché appartengo a questa società e conosco la capacità del Vaticano di influenzare le coscienze, presto attenzione. E quando Benedetto XVI interviene sulla fame nel mondo, sullo spreco di energie, sulla povertà e sull’analfabetismo mi viene subito da pensare: “Beh, mica male, l’uomo sa quel che vuole e lo dice con grande passione”. Ma poi, quando leggo l’appello contro “le speculazioni finanziarie” mi viene da chiedermi: “Qualcuno gli ha parlato dello Ior?”. Quando leggo che punta un dito severo contro “i flagelli della povertà estrema” penso: “La Chiesa ha deciso di smetterla di combattere l’uso del preservativo?”. E quando auspica un “equo processo di sviluppo integrale” mi chiedo se non pagare l’Ici, al contrario di quello che è successo finora alla maggioranza degli italiani, anche quelli poveri, sia alla base dello sviluppo integrale delle attività economiche e finanziarie della Chiesa che è proprietaria di mezza Italia immobiliare.

[csf ::: 08:28] [Commenti]
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“Questo clima avvelenato non serve a nessuno”. Ma chi è questo incredibile amante della concordia politica? “Bisogna abbassare i toni, essere più distesi”. Ma allora non tutti i nostri amministratori sono dei folli litigiosi difensori dei propri interessi. “Litigi e veleni non portano da nessuna parte”. Lasciatemelo dire, era ora che qualcuno dei nostri governanti facesse uso di moderazione e di senso di responsabilità. Sentitelo: “Basta con le chiacchiere e con le beghe politiche”. Ma chi è? E dov’era fino a ieri? “Nelle condizioni in cui di trova il Paese bisogna essere più calmi, ragionare a freddo per il bene dei cittadini”. Ma chi sarà mai questo talebano della pace politica? “Berlusconi a volte sbaglia i toni. Gli dirò di darsi una calmata. E voglio parlare con Veltroni per fargli capire che dialogare serve anche a loro”. Vi rendete conto? Riuscite a cogliere la sensibilità politica, il senso della moderazione, la classe da statista? Come? Sono le ultime dichiarazioni di Umberto Bossi? Va bene, si scherzava. Scusate se vi ho fatto perdere tempo.

[csf ::: 08:25] [Commenti]
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