Insomma, le cose sono andate così: Lucio Presta, potente manager di Benigni, Belen, Bonolis, Clerici, uomo molto odiato e molto amato, alla fine del festival di Sanremo, si toglie un paio di sassoloni dalle scarpe e dice che nonostante il successo della manifestazione, non lavorerà più con la Rai finché nella Rai lavoreranno Mauro Masi e Antonio Verro. Dichiarazione non da poco visto che Masi è il direttore generale della Rai e Verro è consigliere di amministrazione. Ma si può vietare ad un signore di decidere con chi lavorare e con chi no?
E’ inutile cercare di sviscerare i motivi. Presta è convinto che i due abbiano remato contro di lui. Vero? Non vero? E’ credibile ma non è importante. Importante è che Presta lo pensa. E che, da quando si occupa del Festival, Sanremo ha avuto un’impennata dietro l’altra ed oggi è lo spettacolo leggero di maggior successo in Italia. Le sue parole scatenano reazioni. Tutti hanno diritto di dire quello che vogliono. Presta ha detto la sua e gli altri dicano la loro. La logica, il buonsenso, la serenità, dovrebbero guidare i comportamenti e le dichiarazioni dei manager come di tutta la nostra classe dirigente. Antonio Verro sembra dimenticarlo. Ricordiamolo: Presta ha detto che non lavorerà più con la Rai finché ci saranno Masi e Verro. E Verro risponde: “Presta ha tanti poteri tranne quello di licenziare Masi e me dalla Rai”. Buonsenso? Logica? Serenità?

[csf ::: 19:16] [Commenti]
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