Dal bunker dove si nasconde mentre gli altri si azzannano, ogni tanto esce Massimo D’Alema e ne spara una delle sue. Sono quasi sempre battute al fulmicotone, pervase di perfido sarcasmo, che uccidono i destinatari. L’ultima volta se l’è presa con Matteo Renzi, il quale con l’aria di colui che non parla mai, non fa altro che esternare un luogo comune dietro l’altro. D’Alema ha detto che il sindaco di Firenze gli ricorda quella pubblicità del Chlorodont fatta da Virna Lisi tanti anni fa. “Con quella bocca può dire ciò che vuole”. Cattivissimo D’Alema ma Matteo Renzi se l’è cercata. D’altra parte Renzi potrebbe facilmente difendersi perché questa è una caratteristica di tutti i politici che si sentono in diritto, con la loro bocca, di dire ciò che vogliono. Da Berlusconi, il principe di questa tendenza, che ancora oggi si difende dicendo che i comunisti ce l’hanno con lui, a Veltroni che disse che se ne andava in Africa ed invece è sempre qui. Da Giovanardi che se vede due donne che si baciano gli fa schifo come se facessero la pipì, alla Gelmini secondo la quale un tunnel unisce il Cern di Ginevra con i laboratori sotto il Gran Sasso. Ricordate che Supermario Monti disse che non sarebbe sceso in campo? E Bersani che ha farcito la sua campagna elettorale di tacchini sui tetti, mucche in corridoio e giaguari da smacchiare? Però ricordiamo anche che D’Alema aveva detto che mai e poi mai il Pd sarebbe andato al governo con il Cavaliere. Con quella bocca D’Alema può dire quello che vuole.

[csf ::: 19:57] [Commenti]
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