Franco Turigliatto non lo conosceva nessuno prima della caduta del governo di centro sinistra. Poi il suo no a Prodi lo ha fatto diventare famoso e famigerato. Ma lui doveva obbedire alla sua coscienza prima che alle indicazioni di voto del suo partito, Rifondazione. In che cosa fosse impegnata la sua coscienza quando aveva accettato il programma dell’Ulivo, per presentarsi alle elezioni, non siamo riusciti a saperlo. Ma i suoi amici di Sinistra Critica hanno voluto ugualmente difenderlo dalla valanga di insulti che lo hanno coperto. “Il suo è stato un atto di coerenza politica e morale”. Firmato Chomsky, Loach, Zanotelli, Vattimo, Casarini. Poi la coerenza politica e morale, insieme alla coscienza, è stata di nuovo zittita in occasione della fiducia al Prodi bis. E portare sia la coscienza che la coerenza a fare un tagliando?

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