Un vero duro questo Ratzinger. Non un morbidone come Napolitano. Così quando ha visto che Berlusconi ha in animo di modificare il diritto canonico, su suggerimento di monsignor Ghedini, introducendo un emendamento alla prossima enciclica che consenta l’accesso alla comunione anche ai divorziati, nel caso si tratti di alte cariche istituzionali, si è messo di traverso e ha detto che non c’è niente da fare. Tra divorzio e comunione resta incompatibilità. Ratzinger sa come è fatto Berlusconi. Gli dai la mano e si prende il braccio. Al Papa è giunta voce che Berlusconi vuole introdurre l’immunità parlamentare per alcuni peccati mortali che gli interessano particolarmente, il concubinaggio, il libertinaggio e il falso in bilancio. In alternativa si accontenterebbe della prescrizione. O il confessore ti dà la penitenza entro limiti di tempo accettabili oppure scatta l’assoluzione automatica. Una specie di silenzio assenso. Ma niente da fare. Appena saputo che Ratzinger ha detto no Berlusconi prima si è lamentato di essere stato frainteso dai giornalisti comunisti dell’Osservatore Romano poi ha denunciato il complotto dei vescovi rossi. “L’assoluzione”, ha detto, “me l’hanno data i cattolici che mi hanno eletto. Lasciatemi comunicare”.

[csf ::: 08:16] [Commenti]
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Boris Becker si lamenta ed ha ragione. Gli incontri di tennis fra Maria Sharapova e Serena Williams sono quanto di più simile al sesso si possa immaginare. Ogni colpo è un urlo, un gemito, un lamento. Se guardi la partita ad occhi chiusi ti sembra di essere collegato con una chat erotica. Bisogna correre ai ripari prima che le due campionesse corrompano i nostri giovani. “Bisogna fermarle, non si può andare avanti così”, ha dichiarato Boris. “C’è qualcosa di sessuale nei loro match”. I loro mugolii sono “troppo sexy e inappropriati”, bisogna vietarli. C’è da chiedersi perché, ma soprattutto c’è da chiedersi come. Oltre al giudice di sedia e a quello di linea bisognerebbe aggiungere un giudice di voce che analizzi le emissioni vocali delle due porcaccione. Che intervenga ogni tanto, interrompendo il gioco e sanzionando: “Guardi Sharapova che questo non è un servizio, questo è un orgasmo. E a lei, Serena, chi ha insegnato a giocare? Rocco Siffredi?” Boris è convinto che l’andazzo vada stoppato. Anche perché dopo la sua denuncia le tribune sono sempre più affollate. Tutti uomini, tutti eccitatissimi, tutti che gemono insieme alle due tenniste. Le quali, prima della partita, fanno dei lunghi riscaldamenti. Come sempre. Ma adesso li chiamano preliminari.

[csf ::: 08:15] [Commenti]
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Grande, grande, grande. Vittorio Emanuele di Savoia, il re di cui potremmo andare orgogliosi se solo le cose fossero andate in maniera diversa e non avesse vinto la Repubblica. Ma chi ce l’ha un reale così? Apre bocca a fa la gaffe, sia che parli di politica che di donne. Berlusconi vuole mettere in galera quelli che fanno le intercettazioni e quelli che le diffondono? Chi meglio del nostro re mancato può commentare, lui che è stato beccato a dire zozzerie al telefono? Comincia spiegando che adesso sta attento, non dice battute goliardiche, soppesa le parole, usa il cellulare solo in Svizzera. “I giudici ti prendono dei pezzettini di frasi e poi te li montano come vogliono loro e alla fine tutta la scena viene fuori truccata”, spiega confondendo i giudici per dei registi cinematografici. Ma poi sembra pentirsi di volere la fine delle intercettazioni. Berlusconi non deve esagerare. Le intercettazioni non vanno abolite del tutto. Vanno proibite “solo per la gente perbene e non per i criminali”. Ineffabile principe ereditario! Chi decide chi è criminale? I giudici? E come fanno? Con le intercettazioni? Ma non della gente perbene. E chi decide chi è perbene? Facciamo così. Non si intercettino gli eredi al trono e ci siamo tolti il pensiero.

[csf ::: 09:02] [Commenti]
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